L’aurora boreale tra i fiordi di Senja

Aurora boreale a Fjordgård, Senja

Sono stato in Norvegia tanti anni fa, sicuramente più di 20, ma mai mi ero spinto più a nord delle isole Lofoten. E soprattutto ero andato d’estate quando il sole non tramonta mai. Quest’anno abbiamo deciso quindi che era tempo di fare una gita a nord, durante il freddo inverno, per vedere quel fenomeno pazzesco che è l’aurora boreale. Norvegia, Finlandia, Svezia, Islanda, la scelta non mancava, ma la Norvegia restava la mia preferita e in particolare l’isola di Senja, a sud di Tromsø. E così, in poco tempo, ecco che prende corpo la nostra avventura oltre il circolo polare alla ricerca delle magiche luci verdi della notte artica!

Perché la Norvegia, perché Senja, perché a marzo?

La Norvegia è carissima e fuori dalla UE: perché andare proprio lì? Semplicemente perché è (di gran lunga, a parere mio) il più bel paese del nord Europa e in generale uno dei più belli che abbia mai avuto la fortuna di visitare. Per vedere l’aurora boreale basta andare a nord, meglio se oltre il circolo polare artico (ma non è tassativo, l’Islanda ad esempio sta sotto). Più a nord si va e maggiori sono le possibilità di vedere l’aurora anche se la sua potenza non fosse delle più alte. E ci vuole un po’ di fortuna.

Veduta del fiordo Sørkjosleira, Norvegia
Veduta del fiordo Sørkjosleira

Perché Senja? Perché è un’isola abbastanza grande ma non troppo (la seconda del paese), varia e bellissima da visitare durante il giorno e sufficientemente poco turistica e buia la notte. In più è vicina a due aeroporti. La chiamano “la Norvegia in miniatura” e ha poco da invidiare alla vicine e famose isole Lofoten. Cosa volere di più? Ah sì, un po’ di fortuna e bel tempo, ovviamente! 🙂

Perché a marzo? I mesi migliori per vedere l’aurora si dice siano ottobre, febbraio e marzo. Di questi marzo era quello che maggiormente m’ispirava, essenzialmente per un motivo: giornate più lunghe. E temperature probabilmente più miti, pur con ancora tanta neve. Si è rivelata una scelta azzeccatissima, ma è sempre una questione di fortuna, come dicevamo! 😉

La vista sul Mefjord, Senja
La vista sul Mefjord, Senja

L’organizzazione e i costi

Quando si decide di andare in uno dei paesi più cari del mondo non si può non affrontare l’argomento costi. La Norvegia è estremamente cara, costa quasi tutto molto più che da noi in Italia. Ma con una buona organizzazione e qualche sacrificio si può alla fine spendere non dico poco, ma il giusto.

Noi abbiamo optato per stare solo 5 giorni/notti. Siamo partiti di mercoledì e siamo tornati di lunedì, risparmiando sul volo (con Lufthansa direttamente dall’aeroporto di Ronchi, vicino a casa).

Per i pernottamenti abbiamo usato Airbnb. E ci siamo trovati benissimo. Non siamo mai andati a mangiare al ristorante, anche perché d’inverno a Senja sono (quasi) tutti chiusi. Pranzo al sacco e cena a casa, con cibo portato dall’Italia e qualcosa comprato in supermercato in Norvegia. Nonostante tutto, temo di non aver perso un etto, tanto per cambiare! 🙂

La vista su Senja dalla nostra casa presso Finnsnes
La vista su Senja dalla nostra casa presso Finnsnes

L’auto a noleggio è indispensabile per girare Senja, l’abbiamo affittata alla Hertz spendendo davvero poco. Ci hanno dato una Citroën C3 nuova di zecca e iper-accessoriata, ovviamente con gomme da neve chiodate. La benzina è molto cara, ma c’è poco da fare. Solo un consiglio: alla mattina a Tromsø costa meno, non chiedetemi perché! Io ovviamente ho fatto il pieno nel primo pomeriggio…

Acquisti extra non ne abbiamo fatti, eccetto nel finale. Sfortunatamente è difficile trovare cibo locale nei negozi. Su Senja non si trova assolutamente nulla. Qualcosa di più a Tromsø nei supermercati Eurospar ma il luogo migliore dove andare, che consigliamo assolutamente, è il negozio Eide Handel sull’isola di Kvaløya a 10 minuti netti d’auto dall’aeroporto di Tromsø. Il banco del pesce è splendido, con tanti tipi di salmone, uno più buono dell’altro (ed economici!), che si possono assaggiare prima di acquistare. Tanta scelta anche per la birra artigianale locale, peccato i prezzi.

Merluzzi ad essiccare presso Botnhamn, Senja
Merluzzi a essiccare presso Botnhamn, Senja

Quanto abbiamo speso?

Ma andiamo a vedere nel dettaglio tutte le spese, così da comprendere bene i veri costi di un viaggio di questo genere:

  • Voli dall’Italia (Trieste-Monaco-Oslo-Tromsø): 494€
  • Autonoleggio: 188€ (inclusi pedaggi)
  • Benzina: 109€
  • Pernottamenti (5): 389€
  • Spese alimentari: 81€
  • Spese attività extra: 275€
  • Parcheggi: 38€ (incluso parcheggio in aeroporto a Ronchi)

Per un totale di € 1.574 in due persone (€ 787 a testa).

Grafico spese Norvegia Senja 2018
Grafico spese Norvegia

Meno di 800€ a testa, godendoci al 100% i panorami mozzafiato di Senja, 4 aurore boreali e una bellissima lunga mattinata in giro sulla slitta trainata dagli husky (la cosa più costosa del viaggio, ma che rifarei domani). Più una bella spesa finale di salmone e altre specialità ittiche norvegesi! Insomma, non ci siamo fatti mancare nulla, a parte l’inutile lusso, che non c’interessa.

Piccola parentesi sulla valuta. In Norvegia c’è la corona norvegese. Fare i conti è molto semplice, basta dividere per 10. Noi non abbiamo mai cambiato il denaro e non abbiamo mai visto contante. In Norvegia si paga tutto con la carta di credito o il bancomat, dai parchimetri ai minimarket: comodissimo.

L’itinerario

Per andare a Senja l’aeroporto più comodo è quello di Bardufoss, che però è meno trafficato rispetto a Tromsø. Noi abbiamo trovato l’offerta migliore su Tromsø e pertanto siamo atterrati lì, puntualissimi, alle 3 del pomeriggio con un sole meraviglioso. Affittata l’auto ci siamo subito diretti verso sud. La meta da raggiungere era la piccola cittadina di Finnsnes, di fronte a Senja.

Da Tromsø a Finnsnes, senza fermarsi, ci vogliono circa 2 ore e mezza. I limiti di velocità sono bassi e gli autovelox tanti, meglio non sgarrare. La strada è trafficata e pulita. Lì abbiamo dormito le prime due notti (in questo splendido appartamento). Siamo arrivati col buio, quindi nessuna escursione, eccetto la prima ricerca dell’aurora, ma ne parliamo dopo.

Il secondo giorno abbiamo girato la zona centro-occidentale dell’isola, all’incirca da Flakkstadvåg fino a Steinfjord.

Lo splendido panorama del Bergsfjord al tramonto, Senja
Lo splendido panorama del Bergsfjord al tramonto

Il terzo giorno ci siamo divertiti sulla slitta con i bellissimi e giocosissimi husky guidati dal simpatico Johnny di Husky-Adventure per poi spostarci la sera a Fjordgård, dove abbiamo passato le due notti successive (in questo ottimo appartamento).

La gita in slitta con Senja Husly Adventure
La gita in slitta con Senja Husly Adventure

Il quarto giorno abbiamo visitato la zona nord-occidentale dell’isola, forse la più bella in assoluto.

La meravigliosa vista da Tungeneset verso le montagne Okshornan, Senja
La meravigliosa vista da Tungeneset verso le montagne Okshornan

Il quinto giorno siamo tornati a Finnsnes passando da nord e quindi siamo risaliti, per strade secondarie, fino all’isola di Kvaløya, di fronte a Tromsø, dove abbiamo pernottato per l’ultima notte.

Il sesto e ultimo giorno abbiamo passato la mattinata a Tromsø prima di fare un po’ di spesa da portare a casa e reimbarcarci sui 3 voli di ritorno.

Cosa vedere su Senja

Non ci sono particolari attrazioni sull’isola, se si eccettua il simpatico parco Senjatrollet che sicuramente farà la gioia dei bambini ma che d’inverno, come tante altre cose su Senja, è chiuso. Il bello di Senja è la natura, è l’isola stessa, i suoi ritmi lenti, i suoi infiniti fiordi. Il traffico è scarso, gente a piedi per strada se ne vede pochissima, anche nei minuscoli paesi che punteggiano l’isola.

Il villaggio/isola di Husøy, Senja
Il villaggio/isola di Husøy, Senja

La presenza dell’uomo è però sempre evidente dalle tante case sparse in giro per l’isola. Sono tutte belle: rosse, gialle, bianche, blu. I colori pastello ravvivano il panorama imbiancato dalla neve. Quando cala il sole s’illuminano tutte in un profluvio di abat-jour alle finestre: probabilmente l’oggetto d’arredamento più venduto in Norvegia!

La pesca è il principale fattore di ricchezza di Senja e i piccoli paesi di pescatori intervallano la guida tra un fiordo e l’altro. Sono tutti belli e scenografici, ma alcuni più di altri. A noi sono particolarmente piaciuti GryllefjordMefjordværFjordgård. Hamn è un piccolo gioiellino, ma è “finto”, un (costoso) albergo e nulla più. Certo è molto pittoresco e un’ottima base per esplorare l’isola, per chi se lo può permettere. Da vedere anche l’antica chiesa di legno di Torsken.

Imperdibile è la Nasjonale turistveg, una strada che tocca i punti più spettacolari dell’isola, da Gryllefjord a Botnhamn. Quattro sono i punti più interessanti lungo questa strada:

  1. lo spettacolare punto panoramico sul Bergsfjord, probabilmente il punto più panoramico di Senja;
  2. Tungeneset: un altro punto panoramico splendido, questa volta a bordo del mare, in cima allo Steinfjord;
  3. Ersfjordstranda: la spiaggia dell’Ersfjord, poco godibile durante l’inverno;
  4. Husøy: un’isoletta nell’Øyfjord, capitale dello stoccafisso locale, molto scenografica vista dall’alto.

Ci sarebbe poi il parco nazionale di Ånderdalen, che abbiamo costeggiato in più occasioni ma che è poco godibile d’inverno (anche il centro visite era chiuso). Sicuramente bello da visitare d’estate.

Animali

Non solo pescatori e belle casette. Su Senja vivono anche tanti begli animali che abbiamo avuto la fortuna d’incontrare. Ho parlato prima degli splendidi husky siberiani di Senja Husky Adventure, ma ancora più tipici sono ovviamente le renne e le alci, che popolano in particolare la zona orientale e meridionale dell’isola. Non si vedono vivi, purtroppo per loro, ma si vedono molto spesso appesi alle case ad essiccare i merluzzi, che diventano baccalà o stoccafissi che dir si voglia. Non belli, ma buoni! 😉 Abbiamo anche fatto amicizia con un bellissimo gattone norvegese delle foreste (Norsk Skogkatt).

Una renna tra Skrollsvika e Å, Senja
Una renna tra Skrollsvika e Å

Le volpi non le abbiamo viste, ma ci sono e creano anche qualche problemuccio con gli husky e ovviamente, nella stagione giusta, s’incontrano anche le balene, andando per mare. Noi le avevamo già viste alle Azzorre, non serviva prendere ulteriore freddo! 🙂

L’aurora boreale

Ed eccoci infine al vero motivo che ci ha spinto fino all’estremo nord d’Europa. L’aurora boreale. Bisogna armarsi di pazienza, abiti pesanti, guanti caldi, trovare un buon punto, possibilmente buio e aspettare. A volte ore, a volte pochi minuti. E deve essere tassativamente sereno. Sull’isola di Senja ci sono due punti molto panoramici dove è anche molto bello vedere l’aurora boreale: Bergsbotn (nell’apposita struttura a picco sul fiordo) e Tungeneset. Distano tra loro 15 minuti d’auto, per cui si possono vedere entrambi la stessa sera.

Noi abbiamo visto l’aurora 4 notti su 5. La quinta era nuvoloso. La nostra prima volta è stata lungo la costa tra Senja e Finnsnes (sconsigliato perché l’inquinamento luminoso è notevole), la seconda a Bergsbotn, Tungeneset e sotto casa a Finnsnes, la terza sotto casa a Fjordgård e la quarta e ultima volta sull’isola di Kvaløya, vicino a Tromsø, lungo la strada per Tromvik.

Sono state tutte bellissime. La prima è stata forse la più debole, ma la prima volta non si scorda mai. La seconda ci ha fatto penare, l’abbiamo aspettata 5 ore, in auto, con un freddo micidiale, quando poi è arrivata era tardi, dovevamo rientrare a Finnsnes (1 ora di stradine), ho anche sbagliato i settaggi della macchina fotografica per l’emozione, ma ci ha accompagnato fino a casa, dove ci siamo goduti il finale.

La terza è stata perfetta: a due passi da casa, al buio, con uno splendido panorama in mezzo al fiordo e un’aurora potentissima, lunghissima, con movimenti e colori incredibili; ho finito tutta la batteria della macchina fotografica a forza di scattare! La quarta è stata nuovamente un po’ difficile da trovare a causa dell’inquinamento luminoso, ma trovato il posto giusto è stata splendida come sempre, il saluto di addio per la nostra ultima serata norvegese.

Le foto

Credo che più che le parole, in questo caso, valgano le immagini che sono riuscito a scattare in quelle 4 serate indimenticabili. Se ancora aveste dei dubbi se valga o meno la pena andare in Norvegia d’inverno, credo scompariranno dopo averle viste.

Ho deciso di non pubblicare le foto scattate a Bergsbotn e Tungeneset perché… le ho sbagliate. Non è difficile fare foto all’aurora boreale ma bisogna stare attenti alla messa a fuoco (rigorosamente manuale) e a non allungare troppo i tempi di esposizione o alzare troppo gli ISO. Purtroppo, preso dall’emozione dopo tante ore di attesa, a Tungeneset e Bergsbotn ho fatto l’errore di esporre per 30 secondi, troppi per non catturare il movimento delle stelle. Venti secondi è il massimo che si può fare per congelare il movimento. Delle foto esposte sopra le prime 4 sono state scattate la prima sera, dove l’inquinamento luminoso era abbondante. Le altre 8 sono tutte scattate la terza sera, quella nettamente più bella, con tempi di scatto anche di 5 o 10 secondi e ISO 200. Tutte le foto sono state scattate con fotocamera Panasonic G9 e obiettivo Panasonic Leica 8-18 f/2.8-4.0, ovviamente a 8mm e massima apertura.

Ringraziamento

Il viaggio invernale in Norvegia è stato una nostra idea, ma se siamo andati a Senja lo dobbiamo a Elisa Polini e al suo splendido blog “Un viaggio, infinite emozioni“. Scoperto per caso, cercando informazioni sulla Norvegia e sull’aurora boreale, è stato la mia principale fonte d’informazione. Una piccola curiosità: durante la gita in slitta con gli husky abbiamo incontrato una coppia di Torino, anche loro andati a Senja per “colpa” di Elisa. Direi che è la prova provata dell’ottimo lavoro fatto col suo blog! 🙂

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